Il boschetto
Tronchi rugosi, intrigo di rami,
sterpi e foglie,
testi silenti del nostro amore.
Il sentiero serba ancora
l’orma del tuo passo
ed il sambuco,
profuma di bianco i miei ricordi.
Un raggio di sole
sfuggito alle avare fronde
il cuore mi riscalda.
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La mia chitarra
(inserita nella Antologia di Autori Lucchesi 1996/97)
Mentre le dita incerte e tremanti
percorrevano le sinuose tue anse
io sognavo angelici canti
estasiato con animo in trance.
Mi sentivo sì goffo e impacciato,
assaporando quel primo contatto
che ne trassi un suono si errato
da sembrar il ronfare d'un gatto.
Oggi va più sicura la mano
senza guida nel punto preciso
ma vaga ancor la mente lontano
riportando sul volto il sorriso.
Son passati trent' anni da allora
e sei per me miglior compagnia
è con te che stempero ancora
le incertezze dell'anima mia.
Come allor fammi ancora sognare
di platee plaudenti e festanti,
mia chitarra fammi ancora cantare
e saremo eterni, complici amanti.
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Leggendo Poesie
Con penna e carta in mano
Il poeta sognatore
Col suo pensier lontano,
Ai versi affida il cuore.
Lui cela nello scritto
L'essenza del suo io
L'amor canta, un diritto
Al sogno e all'oblio.
Ripercorre le sua vita
Nelle sue lunghe sere
Solitudine infinita,
Di sogni e di chimere.
Io leggo la sua storia
Celata tra quei versi,
Ci cerco la memoria
Di sogni ormai dispersi.
Riprovo sensazioni
Tra le inchiostrate righe,
Rivivo le emozioni
In pagine ormai antiche.
Nascondon le parole
Sogni perduti a mai
Che non potran da sole
Resuscitare ormai.
Riscopro la speranza,
In frasi di languore,
La gioia e la baldanza
Che cacciano il dolore.
Il libro ormai ho chiuso
Ma il pensiero mio è lontano
Là dove il poeta illuso
Sta con carta e penna in mano.
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Colori d’autunno
Nei caldi colori d’autunno
ho visto un albero spogliarsi.
Foglia dopo foglia
i miei anni,
ondeggiando al vento del destino,
come un frusciante mantello,
ricoprendo tutti i miei sogni,
si sono adagiati a terra.
E non avrò
un’altra primavera.
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Nonno poeta
Nonno…perché è stato creato il sole ?
Perché il poeta
potesse colorare di rosa l’alba,
di rosso il tramonto,
e potesse scaldarsi il cuore….
Nonno … perché è stata creata la luna ?
Perché il poeta
potesse illuminare notti buie,
ricamando versi tra sentieri di stelle….
Nonno perché è stato creato il mare ?
Perché il poeta potesse accarezzare
le onde increspate dal vento,
gli scogli baciati dai flutti,
e facesse scivolar la sabbia tra le mani,
contando i granelli di felicità…
Nonno… perché è stata creata la donna?
Perché l’uomo si innamorasse
e diventasse poeta….
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Il paese del cuore
Lo sguardo è lassù, dove sale la nebbia
che lasciando la valle, sfiora i castagni,
sì forti, imponenti, chinanti le chiome
al soffio leggero di brezza autunnale.
Il cuore galoppa e il passo si affretta
mi inerpico, arranco lungo i sentieri,
tra querce frondose ed obliati ricordi
dei béi tempi remoti, di anni fulgenti.
Dal fitto del bosco il paese intravedo
mi fermo incantato, col fiato sospeso.
Col cuore in gola, lo sguardo carezza
quei tetti, quei muri, e l’ erte stradine.
Con passo felpato, dietro siepi di mirto,
spio muto e silente, quasi a non destare
il sì calmo borgo, adagiato a dormiente,
lambito dal voltèggio di foglie ingiallite.
Riparto in silenzio, come sono arrivato
col cuore già gonfio di un nuovo passato,
la grigia bruma, salente dal fondo valle
confonde di nuovo i sentieri e i ricordi.
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Orme nella neve
Ho seguito le orme
che hai lasciato nella neve.
Le ho seguite fin davanti
ad un camino acceso.
Mi ha scaldato l’anima
e ritemprato il corpo.
Ed i miei sogni, legati
alle rosse lingue danzanti,
si perdono
nel buio camino dell’ignoto.
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Piove
Affacciato alla finestra,
immerso nei miei pensieri,
guardo la pioggia.
Gocce del mio passato,
scivolando lente,
si perdono nel mare dei ricordi.
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